Hysteel - acciaierie sostenibili
Sostenibilità
Scritto da Pierantonio   
Martedì 03 Agosto 2010 10:17

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3 agosto 2010 - La produzione di acciaio è una delle attività a maggiore impatto ambientale in quanto oltre ad essere particolarmente ‘energivora’, genera diverse forme di inquinamento, gassoso, liquido, acustico ed elettromagnetico. Per non parlare della produzione di rifiuti solidi, estremamente nocivi, anche se smaltiti in discarica. Riuscire a limitare l’impatto del settore attraverso impianti più efficienti e a recuperarne le scorie solide generate rappresenta dunque una priorità al centro, tra l’altro, delle politiche europee in materia di ambiente e lotta ai gas serra.
Per rispondere a questa esigenza i ricercatori dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Igag-Cnr) hanno messo a punto un processo denominato 'Hysteel', che consente, attraverso un trattamento delle scorie siderurgiche, di abbattere le emissioni climalteranti nonché di produrre energia e idrogeno. Dopo aver ottenuto discreti risultati in laboratorio, gli scienziati passeranno entro la fine dell’anno alla fase di sperimentazione con la Asiu Spa di Piombino. Il nuovo sistema, di cui è stato depositato il brevetto industriale, “prevede due reazioni chimiche molto semplici, la prima per estrarre l’idrogeno e ossidare i metalli presenti e la seconda per attivare la frazione silicatica e catturare l’anidride carbonica nella scoria. Il prodotto che ne deriva assume caratteristiche chimiche molto più stabili e innocue per l’ambiente, in quanto i metalli vengono precipitati come sostanze stabili e possibilmente recuperati. Dal canto suo la parte silicatica diventa un’ottima materia prima”, spiega Paolo Plescia, ricercatore dell’Igag-Cnr e coideatore del processo. “Dall’analisi quantitativa dei risultati, preliminari ma significativi, del contenuto energetico dei gas captati e del bilancio dei gas serra risparmiati, emessi e sequestrati, il bilancio positivo di Hysteel risulta evidente”, prosegue Plescia. “Lavorando le 250mila tonnellate di scorie silicatiche prodotte annualmente da una acciaieria di medie dimensioni,si può recuperare circa l'80 al 90 per cento della CO2 prodotta dal processo siderurgico. Tale recupero è monetizzabile in un risparmio di oltre 800mila euro all’anno in quote di emissione di gas serra (Cers-Certified Emission Reductions) e contemporaneamente produrre materiali inerti per l’industria delle costruzioni per un controvalore di oltre 500mila euro. Ulteriore elemento significativo di questo processo consiste nell’utilizzo di tecnologie semplici e facilmente controllabili”. "Con ‘Hysteel’ è inoltre possibile produrre circa 44 kWh di energia elettrica e assorbire 2,7 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di scoria siderurgica trattata. L’idrogeno prodotto – conclude Plescia - può essere immediatamente utilizzato come combustibile per fornire energia all’impianto stesso”.

 

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